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La traduzione audiovisiva è considerata un'attività complessa ma molto importante, permette di diffondere opere in tutto il mondo e di far conoscere culture diverse a pubblici sempre più ampi. A volte è definita anche come traduzione multimediale, è un processo che richiede competenze linguistiche di alto livello, una profonda conoscenza della cultura di origine e di destinazione, una buona padronanza delle tecniche di traduzione e dei software che permettono l’inserimento, la traduzione e la sincronizzazione dei sottotitoli. Alcuni la considerano una forma di traduzione avanzata poiché presuppone non solo un trasferimento linguistico, ma richiede un intervento sulle battute e sull’espressione linguistica originale, al fine di permettere l’adattamento a un pubblico diverso, dal punto di vista linguistico e culturale. Oggi scrivere di traduzione audiovisiva non è una novità, ma è solo di recente che questo particolare tipo di traduzione è diventato preponderante nel mercato della traduzione. Ancora oggi non esiste un unico modello di sottotitolazione da seguire, ma tra quelli proposti da vari autori ci sono alcuni punti in comune. Possono essere influenzate da così tante variabili che è quasi impossibile trovare un modello che funzioni in tutti i casi. I fattori che maggiormente influenzano le strategie di traduzione includono il pubblico target, la distanza tra la lingua di partenza e quella di destinazione, il genere e la struttura linguistica coinvolta. Il compito del sottotitolatore è quello di veicolare le informazioni contenute nel testo di partenza senza distorcere la lingua di partenza e la sua cultura. Purtroppo questo obiettivo non viene sempre raggiunto con successo. Le strategie degne di essere menzionate sono quelle impiegate da due autori, lo studioso norvegese Lomheim e il danese Gottlieb. “Dato l’intimo legame che esiste fra immagine e testo in un qualsiasi audiovisivo, il sottotitolaggio deve procedere sempre nel rispetto di questa concordanza, garantendo allo spettatore un abbinamento di immagini e sottotitoli equivalente per contenuto alla concordanza originale fra video e audio” (Gottlieb, 1992) “Nonostante esistano strategie di espansione o riduzione testuale, il più delle volte il sottotitolaggio si risolve in piccoli compromessi di sintesi e di compressione del messaggio audio, rendendo necessario una puntuale attenzione nei confronti della dimensione temporale, ossia dei tempi di comparsa e scomparsa del sottotitolo” (Lomheim, 1999) Sottotitoli espressivi, efficaci e ben orchestrati garantiscono una comprensione ideale dei messaggi comunicati. I problemi più rilevanti che il sottotitolatore può riscontrare sono legati, all’equivalenza e all’adeguatezza a una cultura diversa. Il sottotitolaggio è una traduzione selettiva, poiché non si configura come una trascrizione parola per parola, ma è il risultato di una selezione delle informazioni più importanti. Esso, dunque, non può basarsi su regole universalmente valide come avviene per una qualsiasi scienza. Sebbene esistano delle linee guida, elaborate da teorici ed esperti, che aiutano il traduttore nel suo lavoro. Un testo scritto deve avere necessariamente una forma sintattica più organizzata e lineare rispetto a un testo orale, poiché ciò migliora la leggibilità e lo rende accessibile allo spettatore, che deve avere il tempo di leggere le battute e contemporaneamente osservare le immagini. Ci sono molti software per sottotitolare, alcuni includono anche utilissime funzionalità per la traduzione in tempo reale e puoi utilizzare risorse come Memorie di Traduzione fino a intelligenze artificiali come ChatGPT o Gemini. Con il Corso di Alta Formazione in creazione, traduzione e sincronizzazione di sottotitoli, impari velocemente i 5 software più utilizzati da professionisti e fansubbers. Avrai a disposizione manuali completi e dettagliati che spiegano funzionalità avanzate, registrazioni delle lezioni sempre a tua disposizione e svolgerai esercitazioni, a difficoltà crescente, corrette minuzioasamente per migliorare sempre di più.
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La Traduzione automatica o MT (Machine Translation) è una branca della linguistica computazionale, i primi esperimenti vennero condotti già nei lontani anni '30. L'uomo da sempre si interroga su come automatizzare i processi più ripetitivi come la traduzione. Le prime idee di traduzione automatica apparvero già nel XVII secolo, con Cartesio e Leibniz. Ambedue formularono teorie per elaborare dizionari fondati su codici numerici universali. Negli anni '50 iniziarono i primi esperimenti e negli anni '90 la BBC, la Comunità Europea, la IBM, l'Areonautica militare, la General Motors, la Philiphs, la Xerox, la giapponese Fujitsu e molte altre industrie e istituzioni usavano abitualmente i sistemi della MT dichiarando che "l'uso del computer riduce i costi del 50%". Da sempre i traduttori considerano la MT come una minaccia. I più lungimiranti, invece, ne apprendono i meccanismi e mettono le loro competenze al servizio delle grandi realtà industriali e degli LSP (Language Service Providers). Non ha molto senso, in realtà, sentirsi minacciati dalla MT in quanto l'abilità linguistica dell'essere umano non può essere del tutto imitata da un sistema informatico soprattutto negli ambiti laddove è richiesta quella creatività a cui una macchina non potrà mai arrivare. Si possono ridurre i tempi di traduzione ma la lingua non è così facile da automatizzare. Le macchine non potrebbero mai riconoscere le sfumature linguistiche di battute, espressioni idiomatiche o gergo di un determinato settore. Nonostante tutti i vantaggi, la traduzione automatica ha i suoi limiti. Le figure professionali in grado di occuparsi di translation automation sono richiestissime dall'industria della traduzione internazionale e molto ben remunerate, a differenza dei traduttori freelance. Chi, del resto, più di un traduttore può valutare la qualità di un sistema informatico e suggerirne uno piuttosto che un altro a chi è già da anni abituato ad usarne e, magari, insegnare ad altri traduttori ad occuparsi di pre-editing, post-editing e content curation! Quando si utilizza la traduzione automatica associata a un traduttore umano, che rilegga e apporti modifiche, si ottiene una traduzione di alta qualità in meno tempo e a un costo inferiore. E si riceve il meglio da entrambe le realtà. Non si tratta di mettersi al servizio delle macchine, si tratta, semplicemente, di "cavalcare l'onda del progresso scientifico", di apprendere un nuovo sistema di lavoro e di comprendere che la traduzione, in molti suoi aspetti è una scienza. Più le macchine miglioreranno, più i traduttori dovranno adattare le proprie competenze per fornire servizi personalizzati, come una profonda conoscenza del pubblico target, che consente loro di adattare i contenuti tradotti alla cultura di riferimento. Ecco perchè la parte umana delle traduzione non si andrà a perdere in futuro, al contrario di quello che molti potrebbero pensare. Non si vivrà uno scontro macchine vs umani, ma si vivrà una situazione in cui questi due collaboreranno per fornire traduzioni di ottimo livello, veloci e culturalmente accettabili. Specializzati in Traduzione settoriale o Interpretazione consecutiva e trattativa con Corsi e Master sia per diplomati che laureati
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Cosa c’entra la traduzione con l’HTML, il linguaggio informatico di interpretazione? Per tradurre un sito web è necessario inserire il testo tradotto all’interno del codice HTML, per cui sono sempre più apprezzati i traduttori in grado di farlo autonomamente. È necessario sapere che, quando parliamo di web, più che di traduzione è opportuno riferirsi alla “localizzazione”. Localizzare linguisticamente un sito web significa trasformarlo in modo tale che il messaggio teso a interessare o affascinare il lettore multimediale sia adeguato alla lingua/cultura del suo Paese. La localizzazione linguistica di siti web, ovvero il processo di traduzione e adattamento dei contenuti sul web, è un settore in enorme espansione che muove un giro di affari esorbitante; di conseguenza è in grado di offrire prospettive professionali in costante crescita. I traduttori potrebbero essere spaventati trovandosi di fronte ad un misterioso linguaggio informatico; nei fatti non è necessario essere degli esperti informatici né abili “smanettoni” per familiarizzare con l’HTML; non è altro che un linguaggio e come tale è assimilabile alla semiotica, la scienza dei segni. Ovviamente inserire un testo tradotto (o adattato) all’interno di una pagina web è solo una parte del processo detto localizzazione; tuttavia è un tassello fondamentale che permette al traduttore di aggiungere con poco sforzo competenze tecniche a competenze culturali e linguistiche. A questo scopo la SSIT ha creato un manuale pensato appositamente per i traduttori con spiegazioni molto semplici; permette anche ai neofiti una immediata comprensione del processo. La guida all’HTML per traduttori e il video tutorial, scaricabile gratuitamente, illustra la creazione di una pagina web, la sua struttura e l’aspetto grafico e offre una chiara ed esaustiva comprensione degli elementi testuali da tradurre e quelli da lasciare inalterati. Permette, inoltre, di cambiare in piena autonomia qualche elemento grafico della pagina web (es: un’immagine o icona, un elenco, un colore), sempre nell’ottica di una politica di adattamento del contenuto e della forma al Paese di destinazione.
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